+39 081 19806273 info@imperatoreconsulting.eu
Imperatore Consulting
  • Home
  • Imperatore consulting
    • Chi siamo
    • Vincenzo Imperatore
  • Servizi professionali
    • Consulenza direzionale
    • Consulenza finanziaria
    • Consulenza legale
  • Imperatore Academy
  • Aziende e storie
  • News
  • Contatti
Imperatore Consulting
  • Home
  • Imperatore consulting
    • Chi siamo
    • Vincenzo Imperatore
  • Servizi professionali
    • Consulenza direzionale
    • Consulenza finanziaria
    • Consulenza legale
  • Imperatore Academy
  • Aziende e storie
  • News
  • Contatti

News

Home » News » Aumenta il rischio default per le imprese ma le banche valutano i rating come quindici anni fa
Il rischio di default delle imprese aumenta
04/02/2024

By: Stage Comunicazione

Aumenta il rischio default per le imprese ma le banche valutano i rating come quindici anni fa

2 Aprile 2024

La probabilità di default delle imprese aumenta e il sistema bancario continua a interpretare i rating come 15 anni fa.

Il Credit Outlook 2024 di Cerved Rating Agency, l’agenzia di rating italiana specializzata nella valutazione del merito di credito delle imprese italiane (escluso le banche) ha confermato la nostra analisi di un anno fa basata su esperienza e osservazione del mercato: il rischio di default per le imprese italiane è elevato ed ha addirittura superato i livelli pre-pandemici per effetto degli gli stress macroeconomici sequenziali, causati dal Covid, dalle tensioni geopolitiche, dall’inasprimento delle condizioni di finanziamento (aumento tassi) e dalle dinamiche inflattive.

La probabilità di default a dicembre 2023 è, infatti, salita al 6,22% contro il 5,68% di un anno prima, un valore ben superiore ai livelli pre-Covid (a fine 2019 era al 4,45%). Un trend che, secondo uno scenario più favorevole, potrebbe però stabilizzarsi nel 2024 laddove si assume chele tensioni geopolitiche persistano, ma con ricadute limitate: l’attività economica si consoliderebbe nella seconda metà del 2024 – supportata dalla diminuzione dell’inflazione, dal taglio dei tassi d’interesse e da una maggiore solidità del mercato del lavoro – e questo abbasserebbe il rischio di default dall’attuale 6,22% al 6,13%, mantenendosi in ogni caso al di sopra del 6%, livello mai raggiunto prima del dicembre 2023.

Nel caso, invece, di uno scenario estremamente grave, caratterizzato da un’estensione dei conflitti, dal rischio concreto di stagflazione sia negli Stati Uniti sia in UE, da tassi di interesse più elevati e dalla sospensione dei piani del PNRR, la probabilità di default potrebbe raggiungere addirittura il 6,82%, con un forte deterioramento della qualità del credito e una sensibile migrazione delle imprese valutate verso le classi di rating peggiorative.

Se si analizzano, poi, i settori produttivi si assiste però a fenomeni molto differenti per via del diverso andamento del mercato: da un lato, il turismo e la ristorazione, l’industria farmaceutica e l’ICT hanno alte probabilità di vedere ridotto, anche sensibilmente, il rischio di default, mentre settori manifatturieri come il tessile e l’industria della gomma e della plastica, ma anche l’agricoltura, registrerebbero un ulteriore aumento del rischio di credito. Lo stesso dicasi per le dimensioni di impresa: le grandi aziende vedrebbero ridursi il rischio di default del 4% mentre le piccole solo dell’1%, a causa della maggior fragilità dal punto di vista finanziario.

L’aspetto che ha maggiormente destato la mia attenzione riguarda, però, l’aumento della rischiosità di portafoglio nell’ultimo triennio  che è evidente analizzando la variazione della percentuale di soggetti valutati con un rating positivo (Investment Grade) nel campione di oltre 15.000 società di capitali cui Cerved Rating Agency ha assegnato un rating creditizio: si è scesi infatti dal 56,7% di dicembre 2019 al 40,8% di dicembre 2023, invertendo sostanzialmente le proporzioni tra le imprese che si rivelano solide dal punto di vista finanziario e quelle invece più fragili.

Ma cosa intendiamo per rating positivo? Per meglio dire, quali rating sono positivi per il sistema bancario? Ecco il punto fondamentale che meriterebbe una ulteriore analisi da parte di Cerved.

Perché, sebbene i modelli di credit scoring utilizzati dal sistema creditizio siano tutti uniformati ai criteri stabiliti negli accordi di Basilea, le interpretazioni dei risultati lasciano spazio a soggettività e, spesso, incompetenza da parte di chi deve poi comunicare agli imprenditori gli esiti di un esame creditizio. Il risultato di questi algoritmi e modelli sta­tistici, basandosi su caratteristiche e dati determinati, permette a chi li legge (di solito i creditori) di distinguere tra una società sana e una rischiosa, fornendo al soggetto decisore una stima della pro­babilità di default delle stesse (cioè che non siano più in grado di onorare gli impegni).

L’output del modello consiste in un punteggio, un voto, il rating appunto, che così come a scuola varia su una scala che di solito va da 1-AAA (il voto migliore) a 10-D (il peggiore) e che determina la promozione o la bocciatura dell’azienda.

In sintesi il rating è un «giudizio sintetico sulla rischiosità del cliente» ed è la risposta numerica alla domanda: qual è la probabili­tà che il cliente diventi insolvente nell’arco di un anno (probabilità di default)?

La maggior parte dei gestori imprese delle banche (probabilmente influenzati dai segment manager) continua a considerare, esattamente come 15 anni fa, rating positivi quelli che vanno da 1 (AAA) a 4 (BBB), manifestando già di fronte a un scoring 5 (BB) reazioni allergiche che poi si acuiscono fino a provocare uno shock anafilattico al cospetto di rating dal 6 (B) in sù.

Una analisi più accurata dovrebbe tener conto, invece, della concentrazione delle imprese di quel settore nelle varie fasce: ci si accorgerebbe che la maggior parte delle imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni, sono raggruppate proprio nelle classi 4 (BBB), 5 (BB) e 6 (B).

Per cui o le banche cambiano interpretazione dei risultati oppure, in caso di chiusura dei rubinetti per tutte le imprese con rating 5 e 6, chiudiamo l’Italia.

Posted in Diritto d'impresa, Economia, Finanza, Gestione aziendale, Imperatore consultingTagged consulenza aziendale, consulenza direzionale, Diritto d'impresa, Economia, finanziare piccole imprese, gestione aziendale, gestione piccole imprese, imperatore consulting, piccole imprese, pmi, Vincenzo Imperatore
Precedente
Successivo
  • Diritto bancario
  • Diritto d'impresa
  • Economia
  • Finanza
  • Gestione aziendale
  • Imperatore consulting
  • Lavoro e carriera

Articoli recenti

Vincenzo Imperatore è un “Esperto nella gestione della crisi di impresa” certificato ai sensi del D.L 118/2021

Vincenzo Imperatore è un “Esperto nella gestione della crisi di impresa” certificato ai sensi del DL 118/2021

03/21/2022

La finanza sta cambiando le nostre scelte quotidiane: cosa devono capire oggi le imprese

01/14/2026
Il malcontento silenzioso che logora le piccole imprese

Il malcontento silenzioso che logora le piccole imprese

01/05/2026
Liquidità sui conti correnti: perché non è vera ricchezza

Liquidità sui conti correnti: perché non è vera ricchezza

12/23/2025
Spread Btp-Bund ai minimi: perché è una buona notizia anche per le imprese

Spread Btp-Bund ai minimi: perché è una buona notizia anche per le imprese

12/16/2025
Conviene mutuo o pagamento cash? La risposta tecnica

Conviene mutuo o pagamento cash? La verità sulla leva finanziaria che nessuno dice

12/09/2025
Fare marketing con budget ridotto: la guida per le PMI

Fare marketing con budget ridotto: la guida per le PMI

12/01/2025

Consulente finanziario o venditore? Il termometro per capire da che parte sta davvero

11/24/2025

Potere d’acquisto e prestiti: così la rata diventa una tassa sul futuro

11/18/2025
Responsabilità umana e competenze: come restare al comando nell’era dell’intelligenza artificiale

Come restare al comando nell’era dell’intelligenza artificiale

11/11/2025
Magazzino come leva finanziaria: il valore nascosto delle scorte

Il magazzino che vale oro: come trasformare le scorte in liquidità per la tua impresa

11/03/2025
Delega nelle piccole imprese: il vero segreto della crescita aziendale

Delega nelle piccole imprese: il vero segreto della crescita aziendale

10/27/2025
Segnalazione a sofferenza bancaria: quando la banca sbaglia, la legge difende il cliente

Segnalazione a sofferenza bancaria: quando la banca sbaglia, la legge difende il cliente

10/22/2025

Tag

  • consulenza aziendale
  • Economia
  • gestione aziendale
  • gestione piccole imprese
  • imperatore consulting
  • organizzazione aziendale
  • piccole e medie imprese
  • pmi
  • strategia d'impresa
  • Vincenzo Imperatore

Imperatore Consulting

Imperatore Consulting
Piazza G. Bovio, 22  Napoli
Tel./Fax 081.19806273

Menu

  • Home
  • Chi siamo
  • Aziende e storie
  • Contatti

Servizi professionali

  • Consulenza direzionale
  • Consulenza finanziaria
  • Consulenza legale
  • Imperatore academy
  • News

Newsletter

Ottieni l'accesso a tutte le risorse GRATUITE tra cui la guida per imprenditori "La cassetta degli attrezzi", ricevi promozioni sui corsi della Imperatore Academy e le ultime notizie in materia di economia, management e finanza.

Imperatore Consulting P.IVA 07315251210 © 2021 All Rights Reserved.

Cerca