+39 081 19806273 info@imperatoreconsulting.eu
Imperatore Consulting
  • Home
  • Imperatore consulting
    • Chi siamo
    • Vincenzo Imperatore
  • Servizi professionali
    • Consulenza direzionale
    • Consulenza finanziaria
    • Consulenza legale
  • Imperatore Academy
  • Aziende e storie
  • News
  • Contatti
Imperatore Consulting
  • Home
  • Imperatore consulting
    • Chi siamo
    • Vincenzo Imperatore
  • Servizi professionali
    • Consulenza direzionale
    • Consulenza finanziaria
    • Consulenza legale
  • Imperatore Academy
  • Aziende e storie
  • News
  • Contatti

News

Home » News » Dal lecchino al guardia caccia, i cortigiani in banca esistono
07/10/2021

By: account

Dal lecchino al guardia caccia, i cortigiani in banca esistono

Articolo di Vincenzo Imperatore per I Blog del FattoQuotidiano.it 

C’è un elemento che ha caratterizzato questi ultimi ponti festivi, che si è posto a cavallo e ha lasciato strascichi in attesa del suo prossimo: la terza puntata dell’ultima stagione di Game of Thrones. La serie che ha monopolizzato i pensieri e le parole, che ci fa vivere in attesa.

In attesa come chi aspetta da tempo una risposta a queste domande, alle quali vorrei alla fine di quest’articolo rispondere: “Perché il sistema bancario è arrivato a questo punto?”, “Perché ci sono state delle fuoriuscite di denaro folli, lo sperpero?”, “Perché ci sono stati deliri di onnipotenza?”.

Restando in tema GOT, proviamo ad immaginarci una corte.

Le banche sono i Lannister, hanno il sangue degli invasori, e sono la casa più ricca dei sette regni. In questa caso le miniere d’oro sono rappresentate dai risparmi dei cittadini, che gli permettono di “pagare sempre i propri debiti” e di scialare come tutti i reali viziati. Pochi affrontano il problema degli sprechi in banca.

Partiamo da quelli derivanti dai costi di gestione dei componenti dei consigli di amministrazione, dei collegi sindacali e del top management. Tempo fa un’inchiesta di Giorgio Meletti, proprio su Il Fatto Quotidiano, stimava in circa 1,2 miliardi di euro il costo, per la sola voce “stipendi“, della casta (casata) bancaria (cda e collegi) del nostro Paese. Soldi meritati? La risposta è pleonastica. Sono sempre i sovrani.

Ma lo sperpero dei soldi dei risparmiatori va oltre, agli stipendi bisogna aggiungere il costo delle incentivazioni, i bonus per le prestazioni straordinarie e il costo di gestione delle “corti“. Castel Granito ha le sue spese.

La “corte” è il luogo fisico di residenza del signore (o signora, ora c’è Cersei), che accoglie la famiglia in senso stretto (molto stretto se pensiamo a Jaime) e tutto il suo entourage.
Costituisce il perno attorno al quale ruotano e si generano le relazioni politiche, personali e di servizio, dove si percorrono brillanti e talvolta repentini itinerari di ascesa e discesa sociale e professionale.

La corte è un insieme di persone che frequenta il regnante, il suo seguito, costituito da uomini incaricati di provvedere al benessere del signore/a (maggiordomi, camerieri, scudieri, ma anche buffoni, musici e giocolieri) e dai principali personaggi politici (specie i consiglieri, il Concilio Ristretto comprendente il primo cavaliere, il lord comandante e via dicendo). Un’entità, la corte dunque, che raggruppa ambito rigorosamente “domestico” e i livelli più alti del governo.

Tra gli sprechi più disgustosi cui ho assistito nella mia “prima vita” c’è sicuramente il costo da sostenere per la corte! Ho visto banche (o importanti divisioni della stessa) la cui direzione era improntata, molto fedelmente, al principio della corte. È vero, i “consiglieri” – come abbiamo già visto – costavano tanto, ma producevano anche molti utili; erano fideles produttivi (pensate a Baelish o Varys), sono quelli che, facendo riferimento a quanto sopra citato, provvedevano al governo del principato e producevano utili necessari al sostegno delle spese del principato.

Ma esisteva anche la categoria dei “fideles improduttivi“, un ristretto gruppo di quadri direttivi e dirigenti (costavano tanto!) che, inseriti in ruoli-fantasma, non avevano la benché minima idea delle tensioni e delle preoccupazioni gestionali e si rifugiavano, ovviamente con l’avallo del principe, in posizioni che non richiedevano particolari competenze professionali e soprattutto che non producevano danni (una prima versione di Tyrion). Servivano ad altro.

Come in ogni corte, ho quindi visto (e come sempre ho le prove) e vissuto, c’era il giullare, colui che raccontava barzellette, organizzava scherzi, faceva il buffone di corte per aggregare e agevolare l’inserimento di un neo capoarea, ma anche come “anti-stress” del gran signore. Non faceva nulla per giornate intere, ma se alle 20 di sera il gran signore “doveva ridere” lui doveva esibirsi. C’era il dj, un dirigente (sì, un dirigente!) che serviva solo per aggiustare il microfono in una conferenza, sistemare il proiettore per una riunione, organizzare il karaoke nel corso delle convention locali.

Poi non poteva mancare il gamekeeper, il guardia caccia, un semplice capo commesso che assecondava la passione per la caccia del gran signore e se per una settimana intera praticamente non lavorava era però costretto durante il fine settimana ad alzarsi alle 5 del mattino per gestire, come nella migliore tradizione dell’Inghilterra vittoriana, i cani del gran signore durante le battute di caccia. Ben ricompensato anche lui. Perché il figlio del gamekeeper, poco scolarizzato e senza alcun elevato potenziale intellettivo, è stato assunto in banca in danno di altri giovani candidati laureati con lode e con elevatissimi potenziali, ma con genitori che… non amavano la caccia.

Potete non crederci, ma un ruolo fondamentale aveva anche il ruffiano, colui che gestiva l’alcova “non ufficiale” del gran signore ed era il tenutario dei segreti passionali dello stesso. C’è stato un periodo in cui il ruffiano organizzava, insieme con la segretaria del gran signore, l’agenda dello stesso in maniera tale che le trasferte per le visite alle varie filiali del Sud Italia “ufficialmente” riportassero incontri nella Ciociaria oppure nella Trinacria ma, di fatto, alla fine c’era sempre una“fermata non ufficiale nel Salento”.

Last but not least, l’influencer, il dirigente con migliaia di colleghi lecchini che, sebbene non gerarchicamente dipendenti, seguivano pedissequamente le sue indicazioni su argomenti spesso impopolari disposti dal gran signore che, in tale modo, evitava di esporsi. Questa figura era stata ricompensata con la promozione a dirigente senza alcun criterio meritocratico. 

Credete che basta per rispondere ai quesiti da cui siamo partiti? Possiamo dire con certezza chi ha pagato tutto questo? Di certo non i Lannister.

Non c’è che fare il tifo per Daenerys o chi per lei che arriverà con i draghi a portare il cambiamento.

Posted in Imperatore consulting
Precedente
Successivo
  • Diritto bancario
  • Diritto d'impresa
  • Economia
  • Finanza
  • Gestione aziendale
  • Imperatore consulting
  • Lavoro e carriera

Articoli recenti

Vincenzo Imperatore è un “Esperto nella gestione della crisi di impresa” certificato ai sensi del D.L 118/2021

Vincenzo Imperatore è un “Esperto nella gestione della crisi di impresa” certificato ai sensi del DL 118/2021

03/21/2022
Spam su LinkedIn e messaggi commerciali automatici nel networking professionale

Spam su LinkedIn: quando il networking diventa telemarketing

07/14/2026
Shrinkflation nella spesa quotidiana: confezioni più piccole e prezzi più alti nel carrello

Shrinkflation: cos’è e perché paghi di più comprando meno

07/08/2026
Formazione in azienda e cambiamento organizzativo dopo un corso manageriale

Formazione in azienda: perché fallisce dopo il corso

07/02/2026
Laureati (bravi) cercasi. Ma le aziende sono pronte ad assumerli?

Laureati (bravi) cercasi. Ma le aziende sono pronte ad assumerli?

06/23/2026
Grafico sulla produttività per ora lavorata in Italia, eurozona, Germania, Francia e Stati Uniti nel 2024

Produttività per ora lavorata: perché l’Italia produce meno valore

06/15/2026
FDebito delle famiglie e paradosso italiano tra Stato indebitato e risparmio privato

Debito delle famiglie: il paradosso italiano

06/09/2026
Amicizia professionale nelle PMI e pettegolezzo aziendale

Amicizia professionale nelle PMI: quando crea valore e quando diventa pettegolezzo

06/04/2026
Il negozio fisico non è morto: per le PMI serve metodo

Il negozio fisico non è morto: per le PMI serve metodo

05/26/2026
Cambiamento organizzativo nelle PMI: prima di imparare bisogna disimparare

Cambiamento organizzativo nelle PMI: prima di imparare bisogna disimparare

05/19/2026
Budget di cassa PMI e gestione della liquidità aziendale

Budget di cassa PMI: perché la liquidità va guidata, non solo misurata

05/12/2026
Formazione in azienda e cambiamento organizzativo dopo un corso manageriale

I silenziosi salvano le PMI e spesso gli imprenditori non lo capiscono

05/05/2026
Furto cassette di sicurezza in banca: il vero danno comincia dopo

Furto cassette di sicurezza in banca: il vero danno comincia dopo

04/29/2026

Tag

  • Banche
  • consulenza aziendale
  • Economia
  • gestione aziendale
  • gestione piccole imprese
  • imperatore consulting
  • organizzazione aziendale
  • pmi
  • strategia d'impresa
  • Vincenzo Imperatore

Imperatore Consulting

Imperatore Consulting
Piazza G. Bovio, 22  Napoli
Tel./Fax 081.19806273

Menu

  • Home
  • Chi siamo
  • Aziende e storie
  • Contatti

Servizi professionali

  • Consulenza direzionale
  • Consulenza finanziaria
  • Consulenza legale
  • Imperatore academy
  • News

Newsletter

Ottieni l'accesso a tutte le risorse GRATUITE tra cui la guida per imprenditori "La cassetta degli attrezzi", ricevi promozioni sui corsi della Imperatore Academy e le ultime notizie in materia di economia, management e finanza.

Imperatore Consulting P.IVA 07315251210 © 2021 All Rights Reserved.

Cerca