+39 081 19806273 info@imperatoreconsulting.eu
Imperatore Consulting
  • Home
  • Imperatore consulting
    • Chi siamo
    • Vincenzo Imperatore
  • Servizi professionali
    • Consulenza direzionale
    • Consulenza finanziaria
    • Consulenza legale
  • Imperatore Academy
  • Aziende e storie
  • News
  • Contatti
Imperatore Consulting
  • Home
  • Imperatore consulting
    • Chi siamo
    • Vincenzo Imperatore
  • Servizi professionali
    • Consulenza direzionale
    • Consulenza finanziaria
    • Consulenza legale
  • Imperatore Academy
  • Aziende e storie
  • News
  • Contatti

News

Home » News » Banca d’Italia, dov’eri nei casi Etruria, Bpvi e Carige?
07/09/2021

By: gestione

Banca d’Italia, dov’eri nei casi Etruria, Bpvi e Carige?

Palazzo Koch formalmente ha il dovere di sorvegliare sugli istituti minori. Ma i casi recenti dicono altro: una commistione tra politici locali e dirigenti bancari. Le regole sono necessarie, bisogna però rispettarle.



Articolo a cura di Vincenzo Imperatore su Lettera43

“Forma e sostanza” sono concetti da secoli analizzati dai grandi filosofi, a cominciare da Aristotele e Platone. Più o meno è da sempre quindi che ci si occupa del rapporto tra forma e sostanza nelle regole, tra leggi scritte e leggi non scritte così come nell’Antigone di Sofocle. Ma, vi starete chiedendo, in che modo questa storia così pasticciata c’entra oggi con la finanza? Bisogna essere chiari: è perché molto spesso, nella gestione dell’informazione finanziaria, la sostanza deve trovare un accordo con la forma.

CONTROLLATA DALLO STATO. Un caso emblematico è rappresentato dalla identificazione precisa della natura del soggetto Banca d’Italia, piuttosto ambiguo nelle interpretazioni dei media e anche dei politici. Chi è Banca d’Italia? Cosa fa Banca d’Italia? Come funziona Banca d’Italia? Facciamo chiarezza. Formalmente la Banca d’Italia è un Istituto di diritto pubblico, cioè un ente, dotato di personalità giuridica, che viene istituito per soddisfare specifiche esigenze di interesse generale aventi carattere non industriale e commerciale e che, per tale motivo, viene sottoposto a forme di influenza pubblica. In tal caso, è quindi opportuno ricordare che la gestione di Banca d’Italia è controllata dallo Stato e più della metà dei membri dell’organo di amministrazione, di direzione o di vigilanza è designata dal governo.

Ignazio Visco 111020200630 Big
Ignazio Visco, governatore della Banca d’italia.


Formalmente tutte le quote (o quasi) di Banca d’Italia sono in mano a banche e assicurazioni private, retaggio di un’epoca passata, quando tutte le banche erano istituti di diritto pubblico. Conferma è data dal fatto che i proprietari privati non hanno mai tratto grandi guadagni dalle attività economiche della banca centrale. Secondo lo statuto della Banca d’Italia, infatti, i guadagni sono ripartiti tra i proprietari fino a un massimo del 10% circa del capitale nominale, che, lo ricordiamo, è di soli 156 mila euro.

QUOTE DEI PRIVATI IRRILEVANTI. Ogni anno quindi la sessantina di banche che possiede la Banca d’Italia si deve spartire poche decine di migliaia di euro in base al capitale che detengono (15.600 euro!). A questo si aggiunge però un altro 4% massimo, calcolato però sul totale delle riserve di capitale. Questo supplemento fa arrivare i trasferimenti dalla Banca d’Italia alle banche private a cifre molto più consistenti, anche se quasi irrilevanti per il bilancio di un istituto di credito: per esempio Intesa possiede il 30% delle quote della Banca d’Italia e ha ricevuto nel 2012 circa 20 milioni di euro. Nello stesso anno il suo bilancio dichiarava utili per 1,6 miliardi.

POCHI POTERI AI DETENTORI. Formalmente ai detentori di queste quote, però, spettano pochi poteri formali. L’assemblea dei partecipanti, formata da tutti i detentori, si limita a nominare i componenti del Consiglio superiore, un organo che ha compiti di amministrazione e vigilanza interna alla banca e che, stabilisce lo Statuto al comma 2, articolo 19, «non ha alcuna ingerenza nelle materie relative all’esercizio delle funzioni pubbliche attribuite dal Trattato, dallo Statuto del Sebc e della Bce, dalla normativa dell’Unione europea e dalla legge alla Banca d’Italia o al governatore per il perseguimento delle finalità istituzionali». Gli istituti privati, insomma, non esercitano nessun controllo sulla Banca d’Italia.
Formalmente le funzioni più importanti della Banca d’Italia (che ormai non sono molte, come vedremo tra poco) sono esercitate dal governatore, nominato dal presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio, e dal direttorio, nominato dal Consiglio superiore su proposta del governatore. L’organo più importante all’interno della Banca d’Italia, quindi, è il governatore, che viene scelto dal governo, cioè dallo Stato.

SORVEGLIANZA CONGIUNTA. Formalmente, dunque, il governatore, una volta nominato, è indipendente dal governo e dall’assemblea, e svolge il suo mandato per sei anni senza che possa essere rimosso o formalmente influenzato nelle sue decisioni. Formalmente l’attività di vigilanza (controllo), pur essendo stata per decenni una delle attività più importanti di Banca d’Italia, oggi è svolta in maniera congiunta con le autorità europee, in quello che si chiama “Meccanismo di vigilanza unico”, o “Single supervisory mechanism” (Ssm). In altri termini le più grandi banche italiane sono sorvegliate direttamente dalla Banca centrale europea mentre le altre (less significant Institutes) sono vigilate dalla Banca d’Italia, che però deve seguire “gli indirizzi formulati dalla Bce” che, in ogni momento e se lo ritiene necessario, può avocare a sé la sorveglianza di qualsiasi istituto.

Etruria 161018120846
Proteste dei risparmiatori contro Banca Etruria.

Fin qui formalmente! Ma… sostanzialmente la storia dei casi (Etruria, Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Carige) di fallimento della vigilanza emersi negli ultimi anni non ha a che fare con il controllo formale della Banca d’Italia da parte di banche private, ma con la molto più prosaica commistione tra banca centrale, banche private e politica; un antico problema italiano che ha origine nel possesso di centinaia di miliardi di titoli di Stato da parte del sistema bancario, nella presenza di fondazioni bancarie governate da politici locali e nei rapporti spesso poco trasparenti tra classe politica e dirigenti bancari.

NORME OK, MA LA SOSTANZA? Le regole formali sono necessarie, ma il rispetto sostanziale è molto più importante. Perché la “forma” deve essere al servizio della sostanza, perché le norme devono essere semplici, giuste, chiare, trasparenti e universalmente note, soggette a un’accurata manutenzione che tagli con attenzione tutto quel che non serve.

Posted in Imperatore consulting
Precedente
Successivo
  • Diritto bancario
  • Diritto d'impresa
  • Economia
  • Finanza
  • Gestione aziendale
  • Imperatore consulting
  • Lavoro e carriera

Articoli recenti

Vincenzo Imperatore è un “Esperto nella gestione della crisi di impresa” certificato ai sensi del D.L 118/2021

Vincenzo Imperatore è un “Esperto nella gestione della crisi di impresa” certificato ai sensi del DL 118/2021

03/21/2022
Intelligenza artificiale e lavoro: perché l’AI cambia la gavetta senza cancellare l’occupazione

Intelligenza artificiale e lavoro: perché l’AI cambia la gavetta senza cancellare l’occupazione

07/28/2026

Marketing turistico in Italia: perché la bellezza non basta

07/21/2026
Spam su LinkedIn e messaggi commerciali automatici nel networking professionale

Spam su LinkedIn: quando il networking diventa telemarketing

07/14/2026
Shrinkflation nella spesa quotidiana: confezioni più piccole e prezzi più alti nel carrello

Shrinkflation: cos’è e perché paghi di più comprando meno

07/08/2026
Formazione in azienda e cambiamento organizzativo dopo un corso manageriale

Formazione in azienda: perché fallisce dopo il corso

07/02/2026
Laureati (bravi) cercasi. Ma le aziende sono pronte ad assumerli?

Laureati (bravi) cercasi. Ma le aziende sono pronte ad assumerli?

06/23/2026
Grafico sulla produttività per ora lavorata in Italia, eurozona, Germania, Francia e Stati Uniti nel 2024

Produttività per ora lavorata: perché l’Italia produce meno valore

06/15/2026
FDebito delle famiglie e paradosso italiano tra Stato indebitato e risparmio privato

Debito delle famiglie: il paradosso italiano

06/09/2026
Amicizia professionale nelle PMI e pettegolezzo aziendale

Amicizia professionale nelle PMI: quando crea valore e quando diventa pettegolezzo

06/04/2026
Il negozio fisico non è morto: per le PMI serve metodo

Il negozio fisico non è morto: per le PMI serve metodo

05/26/2026
Cambiamento organizzativo nelle PMI: prima di imparare bisogna disimparare

Cambiamento organizzativo nelle PMI: prima di imparare bisogna disimparare

05/19/2026
Budget di cassa PMI e gestione della liquidità aziendale

Budget di cassa PMI: perché la liquidità va guidata, non solo misurata

05/12/2026

Tag

  • Banche
  • consulenza aziendale
  • Economia
  • gestione aziendale
  • gestione piccole imprese
  • imperatore consulting
  • organizzazione aziendale
  • pmi
  • strategia d'impresa
  • Vincenzo Imperatore

Imperatore Consulting

Imperatore Consulting
Piazza G. Bovio, 22  Napoli
Tel./Fax 081.19806273

Menu

  • Home
  • Chi siamo
  • Aziende e storie
  • Contatti

Servizi professionali

  • Consulenza direzionale
  • Consulenza finanziaria
  • Consulenza legale
  • Imperatore academy
  • News

Newsletter

Ottieni l'accesso a tutte le risorse GRATUITE tra cui la guida per imprenditori "La cassetta degli attrezzi", ricevi promozioni sui corsi della Imperatore Academy e le ultime notizie in materia di economia, management e finanza.

Imperatore Consulting P.IVA 07315251210 © 2021 All Rights Reserved.

Cerca