Il prestito alle imprese in crisi è un grande bluff



Intervista di Lorenza Misuraca a Vincenzo Imperatore

Il decreto liquidità, convertito in legge, è stato pubblicato con l’intenzione di dare una boccata d’aria per le imprese in difficoltà a causa del lockdown per il covid-19. È davvero lo strumento adatto? E come si può essere sicuri che la banca a cui ci si è rivolti non stia applicando tassi d’interesse scorretti? Abbiamo posto queste domande a Vincenzo Imperatore, consulente e esperto finanziario.
Imperatore, c’è un limite per i tassi d’interesse applicabili ai prestiti stabiliti dal decreto liquidità?
È stabilito dal decreto che i tassi d’interesse devono essere inferiori a quelli mediamente applicati dalle banche per operazioni similari senza garanzie. Essendo questo un mutuo chirografario, e non ipotecario, benché ci sia la garanzia dello stato, se si va sul sito della Banca d’Italia per la rilevazione dei tassi medi applicati dal sistema bancario per le operazioni di tipo “prestito personale”, noti che nell’ultima rilevazione il tasso medio applicato dal sistema bancario è il 9,84. Per cui tutto ciò che è sotto questo tasso per il decreto è accettabile. Poi eticamente è un’altro discorso.
Come si stanno comportando le banche?
La maggior parte si fermano intorno al 2-3%, ma ci sono anche casi, come uno di una banca di promozione che addirittura lo vendeva al 9%.
Se una banca propone un tasso più alto, che si può fare?
Può fare un esposto a Banca d’Italia, tramite il sito.
In generale, questa misura la convince?
È un grandissimo bluff. Sono stati messi una serie di paletti per cui viene escluso almeno l’80% delle riprese nel nostro paese.
Quali sono questi paletti?
Le segnalazioni nella centrale rischi anche di una sola rata pagata con 90 giorni di ritardo che ti escludo dal beneficio. Un’altro è la valutazione del merito creditizio per i finanziamenti superiori a 25 mila euro. E siccome i criteri erano stringenti prima, non essendo cambiato nulla, saranno stringenti anche dopo. E ricordiamo che il prestito rappresenta il 25% del tuo fatturato, quindi se hai fatto 50mila di fatturato, hai 12,5 mila euro.
Ma lo stato garantisce sempre?
La banca è garantita da un minimo dell’80 a un massimo del 100 per cento. Ma la banca si può rifiutare dicendo ho valutato il tuo merito creditizio e non meriti.
Da questo punto di vista, chi chiede fino a 25mila euro sta al sicuro.
Sotto i 25mila euro non vale ma vale il primo criterio che dicevamo sulla rata di un finanziamento qualsiasi non pagata per 90 giorni.
Come le sembra stia andando il prestito alle imprese in crisi in questa prima fase?
Se vai sul sito del fondo di garanzia, fino a ieri erano state presentate solo 25mila domande. Se si pensa che ci sono 4,3 milioni di imprese nel nostro paese, siamo solo allo 0,66 per cento dopo 15 giorni. Significa che le banche fanno già tanta selezione



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