Ora sulle agevolazioni per il coronavirus le banche non complichino tutto

Sono arrivate le misure del governo per aiutare le imprese. Ma occhio alle modalità di richiesta. Per gli imprenditori devono essere semplici e accessibili. Gli istituti di credito invece di solito fanno di tutto per rendere difficile la vita del c




Articolo a cura di Vincenzo Imperatore


Il 13 marzo, in questa rubrica, avevamo formulato quattro proposte che il governo avrebbe dovuto imporre al sistema bancario a fronte di un vantaggio in termini di defiscalizzazione di alcuni asset delle banche. Forse sarà stato un caso, ma sembra che siamo stati ascoltati.

Avevamo chiesto la sospensione per almeno un anno dell’ammortamento del capitale (non solo degli interessi) sui finanziamenti rateali (ipotecari e chirografari) e il governo ha decretato una moratoria di nove mesi per il pagamento delle rate dei mutui ottenuti per acquisto della prima casa a favore di coloro che, con una semplice autocertificazione da esibire in banca, dichiarino una perdita di fatturato superiore al 33% dei ricavi dell’ultimo trimestre 2019.

PAGAMENTO LEASING SOSPESO FINO A SETTEMBRE
Non solo, ma per le piccole imprese e le partite Iva il decreto stabilisce che, per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale (anche leasing), il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza è sospeso fino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate è dilazionato senza nuovi o maggiori oneri.


EXTRA FIDO PER TUTTI E NON SOLO
Avevamo chiesto che il sistema bancario accordasse massivamente a tutte le imprese un extra fido pari almeno al 20% di quanto già concesso sotto forma di prestito a breve termine (scoperto di conto, anticipo crediti, anticipo fornitori, eccetera) e il decreto Cura Italia ha sancito:

  • misure di sostegno finanziario dello Stato, fino al 33% dei prestiti erogati per anticipi su crediti (Anticipo fatture, riba, export, eccetera) esistenti alla data del 29 febbraio;
  • per nove mesi dal provvedimento, lo Stato fornisce una garanzia per prestiti fino a 5 milioni di euro volta a investimenti e ristrutturazioni di situazioni debitorie;
  • in favore delle imprese che hanno sofferto una riduzione del fatturato, Cassa depositi e prestiti è autorizzata a concedere liquidità, anche nella forma di garanzie di prima perdita su portafogli di finanziamenti. La garanzia dello Stato è rilasciata in favore di Cdp fino a un massimo dell’80% dell’esposizione assunta

NIENTE REVOCA PER CIÒ CHE È GIÀ STATO CONCESSO

Avevamo chiesto di imporre al sistema bancario il divieto di richiedere una integrazione del valore dei titoli dati in pegno come garanzia per la concessione di prestiti e l’esecutivo ha stabilito che nessuna banca potrà revocare (e quindi tanto meno decurtare) i fidi a breve (scoperto di conto corrente, anticipo crediti, anticipo import, eccetera) già concessi.

REVISIONE DELLE REGOLE DI BASILEA

Avevamo chiesto la revisione immediata delle regole di Basilea in merito agli accantonamenti obbligatori che le banche devono effettuare in base alla “rischiosità” delle imprese a cui sono stati concessi finanziamenti e gli organi di governo finanziario europeo hanno già deciso e comunicato alle banche italiane i nuovi criteri che allargano le maglie degli obblighi di assorbimento di capitale.

IL PUNTO ORA: LE MODALITÀ DI RICHIESTA
Ora arrivo il bello, però. Tutte queste disposizioni necessitano di provvedimenti attuativi che disciplinino le modalità di richiesta e di accesso alle agevolazioni previste. Ecco il punto: le modalità di richiesta! Devono essere semplici e accessibili dato che a causa dell’emergenza sanitaria gli imprenditori non possono andare né ai Caf né dal commercialista e non possono presentarsi neppure negli uffici pubblici. E nelle banche.


LE BANCHE CERCANO SEMPRE DI DISTRARRE IL CLIENTE
È qui che il governo deve far valere la sua voce nei confronti del sistema bancario che, ricordiamolo, ha una capacità intrinseca di complicare anche la semplice richiesta di un estratto conto al solo scopo di dissuadere l’interessato ad avanzarla. Il compito del bancario è sempre stato, in altre simili occasioni (Lehman BrothersParmalat) quello di “distrarre” il cliente, rendergli la vita difficile, stancarlo sulla possibilità di richiedere le facilitazioni spingendolo a rinunciare (e nel frattempo le rate di mutuo vengono addebitate) se non, ancora più subdolamente, costringendolo, nel caso di accettazione della misura, a sottoscrivere un “qualche prodotto” che non ha niente a che fare con l’agevolazione.


DIRITTI CONCESSI SOLO AI MENO CONCILIANTI
Solo con i clienti più ostili, arrabbiati e poco concilianti si abbassano le braghe e ti concedono il tuo diritto. Un ossimoro, vero, ma state attenti perché il buonismo del momento è solo un alibi degli ipocriti. La storia ce lo insegna.

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