MES o Euro(corona)bond?

Da dove prenderanno i soldi i paesi dell’Eurozona per sostenere le misure straordinarie di sostegno dovute alla pandemia ?


Articolo a cura di Vincenzo Imperatore

Da dove prenderanno i soldi i paesi dell’Eurozona per sostenere le misure straordinarie di sostegno dovute alla pandemia ?

Io credo che agli italiani, sempre poco attenti alle dinamiche finanziarie,  interessi poco. È importante che quei soldi arrivino. E in fretta. Il resto non conta.

Ma siccome il direttore di questo giornale me lo chiede, mi sforzerò, con simpatia e piacere, di rendere quanto più semplici, se non semplicistici, questi concetti.

Volendo esasperare il pensiero, possiamo dire che la differenza tra le due forme di assistenza è quella che passa tra i soldi prestati da tuo suocero e quelli che ti regala tuo padre.

Il MES (o Fondo Salva Stati)

Ad ogni modo il Mes (Meccanismo Europeo di Salvaguardia)  nasce nel 2010-2011 quando alcuni paesi Ue si trovarono sull’orlo del fallimento finanziario. All’epoca ci si scontrava con l’art. 123 dei Trattati Europei che vieta agli stati membri (e alla BCE) di salvare “paesi in difficoltà’” basandosi sulla logica che gli stati membri non devono essere incentivati a indebitarsi,  nella convinzione che altri paesi correranno in loro soccorso.
Ma il momento era critico, alcuni paesi rischiavano il default.

Da qui l’aggiramento dell’art. 123, prima con un fondo temporaneo (l’EFSF che aveva già concesso 175 miliardi di euro di prestiti a Irlanda, Portogallo e Grecia) e poi con uno permanente, il MES, appunto.

Tra l’altro, ricordiamolo, il MES nasce dietro forte pressione dell’Italia che rischiava di non avere ancore di salvezza europee nel caso i suoi titoli del debito pubblico (BOT, Btp, Cct) non venissero più sottoscritti.

Il MES (o Fondo Salva Stati) ha un capitale di 700 miliardi di euro a cui gli stati membri contribuiscono pro-quota con la Germania come primo contributore (quasi il 27%) e l’Italia con il 18%. Il MES può concedere prestiti ai paesi in difficoltà – e lo ha fatto finora con Cipro (€6,3 miliardi), Grecia (€61,9 miliardi) e Spagna (€41,3 miliardi) – ma a fronte di una rigida condizionalità. In pratica chi riceve i prestiti si obbliga ad approvare un memorandum d’intesa (MoU) che definisce con precisione e rigore quali misure si impegna a prendere in termini di tagli al deficit/debito e di riforme strutturali.

Chi prende i soldi diventa schiavo. Soprattutto della Germania, azionista di maggioranza del Fondo.

Gli Eurobond (o Coronabond)

Gli Eurobond o Coronabond sono, invece, un ipotetico (perché ancora mai attuato) meccanismo solidale di distribuzione dei debiti tra gli Stati dell’eurozona, attraverso la creazione di obbligazioni del debito pubblico dei Paesi stessi. In parole povere, uno Stato membro chiede soldi in prestito per poter finanziare le proprie opere di intervento — quelle ordinarie  (sanità, infrastrutture, spese militari, ecc) e quelle straordinarie, non programmate, com’è appunto il caso dell’emergenza coronavirus – e il debito viene spartito tra tutti gli Stati membri.

Guaio in comune, mezzo gaudio

Ed è per questo che la Germania, che è considerata virtuosa, per via dei suoi conti in ordine, rispetto a Paesi come l’Italia e più in generale i Paesi del Sud dell’Europa, ancora una volta non ci sta.

Secondo voi come andrà a finire ?


Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter per tutte le ultime info e news aggiornate....


Partners

Suor Orsola BenincasaConfimpreseBanca EticaLettera 43People For PlanetAngaisaUnimecatorumSOS Impresa SalernoBcc di AquaraReal TimeApcoMoney Farm

 

Imperatore Consulting - P.IVA 07315251210
Piazza G. Bovio 22, Napoli - Tel./Fax 081.19806273
web: www.imperatoreconsulting.eu