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Se hai smesso di sorprenderti molto tempo fa, è giunto il momento di ricominciare.

Meravigliamoci con la truffa dei diamanti


Articolo a cura di Vincenzo Imperatore per People for Planet

La meraviglia dovrebbe essere essere uno stile di vita. Se hai smesso di sorprenderti molto tempo fa, è giunto il momento di ricominciare. Il motivo è semplice: meravigliarsi fa bene. E’ una medicina naturale da “assumere” quotidianamente insieme all’entusiasmo.

In questi ultimi giorni  mi  meraviglio della meraviglia.

È notizia di questi giorni che l’inchiesta sulla presunta truffa (la chiamano ancora presunta) dei diamanti si allarga tanto da perdere contorni e confini. Escono fuori i nomi delle banche e i nomi dei clienti, solo quelli eccellenti, come Vasco Rossi, Federica Panicucci, Simona Tagli, Diana Bracco.

La Guardia di Finanza sequestra circa 700 milioni di euro. Bpm, Banca Aletti, Unicredit (ma davvero?), Intesa e Mps risultano indagate.

Tra il 2012 e il 2016 due società, Idb e Dpi, avrebbero (avrebbero?) venduto, attraverso intermediazione, diamanti ad un prezzo superiore, di molto, al reale valore.

Tutto questo, e tanto altro ancora, è scritto in Io so e ho le prove, edito da Chiarelettere sin dall’ottobre 2014. È tutto quello che so, che ho visto, che ho odiato, che ho denunciato e che ho raccontato prima degli altri, che non mi meraviglia, che un po’ mi rende orgoglioso perché forse ho dato ai truffati la possibilità di capire in anticipo, di essere rimborsati


C’è qualche altra cosa allora che potrebbe stupirci? Sicuramente! Nessuno ha detto finora (io sì in “Io so e ho le prove”) che la truffa è iniziata nel 2000, come testimoniano le circolari della banca presso la quale ho lavorato per 22 anni. E quindi la platea dei truffati si allarga. Come mai l’indagine si riferisce solo al periodo 2012-2016? I truffati ante 2012 sono di serie B?

Per il resto nessun stupore?

State calmi, c’è dell’altro.

Dicono che i giornali non godono di buona vita e allora ho capito che forse seguono la logica di Frank Underwood, il personaggio della serie televisiva House of cards interpretato da Kevin Spacey: “Quando la carne fresca sei tu, uccidi e dagli in pasto qualcosa di più fresco”.

Ah Kevin Spacey, che attore! È stato mangiato anche lui. Forse l’ha meritato, forse no, ma quelli di cui voglio parlare io no, loro non l’hanno meritato, sono stati colpiti dalla suddetta pietra nella sinistra e poi ignorati. In questo caso la carne fresca è Vasco Rossi, è Federica Panicucci, è Simona Tragli, è Diana Bracco. Il pubblico ha fame! Gli altri truffati? Ma chi se ne frega.

Non vi fa rabbia? Migliaia e migliaia di truffati che non contano niente, le loro storie non contano niente, perché non fanno vendere, non saziano le persone. Povero Vasco, ha perso due milioni e mezzo di euro. Chi dice “povero Vasco” ha venduto due milioni e mezzo di singoli e ha fatto due milioni e mezzo di spettatori?  Non me ne voglia la rockstar ma lui quell’investimento può pure scordarlo e non fare “rewind”.

Salvatore “rewind” lo fa ogni sera. Salvatore è un impiegato, voleva far studiare i figli e ha investito in ciò che gli hanno detto sicuro, a rendimento sicuro. Lui ha perso i suoi risparmi, ha visto cadere i suoi progetti, il suo futuro, della sua famiglia. Lui San Siro non può riempirlo.

Almeno una riga, una sola riga, gliela si poteva dedicare.

Magari per meravigliarlo.

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